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Un viaggio ironico nei generi teatrali in un racconto di Marco Buscarino

Nasce tra le suggestioni barocche del Salento il racconto di Marco Buscarino dal titolo “L’omaggio” che uscirà a breve nell’antologia Racconti Pugliesi 2026 a cura di Historica editore. La short story è una raccolta di testi teatrali con estratti di una commedia firmati dall’autore. È viaggio ironico nei generi teatrali nel segno di Benvenuto Cuminetti e Germano Mazzocchetti. Il testo si articola in diverse pièce create da Buscarino che fondono satira di costume, nostalgia e puro ritmo comico alla maniera di un racconto che costituisce al contempo un vero e proprio canovaccio teatrale.
Momenti di storia nei saloni delle antiche dimore

La storia è passata anche nei salotti delle antiche dimore italiane. Da Giuseppe Greppi di Bussero, diplomatico milanese, proprietario di Villa Greppi di Bussero già villa Casati in Brianza, personaggio che figura nel romanzo “Addio alle armi” di Ernest Hemingway, a Enrico Fermi che teneva le sue lezioni di fisica nucleare a Villa Monastero in riva al lago di Como. Alla regina Margherita di Savoia che era solita frequentare Villa Sommi Picenardi a Olgiate Molgora. Qui durante il periodo della Scapigliatura, nel teatro della storica dimora avvenne l’audizione privata dell’opera di Giacomo Puccini “Le Villi” a cui partecipò anche Arrigo Boito insieme a illustri e numerosi sottoscrittori che finanziarono l’opera del musicista toscano. Altre sorprese sono riservate intorno al grande condottiero Bartolomeo Colleoni e a Maria Pezzi la più grande giornalista di moda del Novecento italiano.
Un ricordo di Mastroianni nel racconto “La firma” di Marco Buscarino in libreria

A metà degli anni ’90, la scena teatrale italiana fu testimone di un momento di straordinaria intensità artistica e umana: il debutto milanese di Marcello Mastroianni nello spettacolo “Le ultime lune” con la regia di Giulio Bosetti. Quella che si sarebbe rivelata l’ultima memorabile interpretazione teatrale dell’icona del cinema mondiale rivive oggi nell’ultimo racconto di Marco Buscarino dal titolo “La firma”, pubblicata da Historica editore, attraverso i ricordi del freelance Lanfranco, alter ego dell’autore, che in quel periodo raccolse dalla voce di Giulio Bosetti una testimonianza intima e preziosa del grande interprete della “Dolce Vita”.
Tessuti e abiti di lusso per le donne nel Rinascimento

Articolo di Paola Tinagli Ricercatrice e storica dell’arte
La produzione di tessuti di lusso non solo per abiti, ma anche per l’arredamento della casa, inizia naturalmente ben prima del Rinascimento, e non è certo limitata all’Italia. È però nell’Italia del Quattrocento che l’esibizione del lusso, la “cultura delle apparenze”, si afferma nelle corti e presso le élites cittadine. È evidente però che i vestiti venivano apprezzati per la loro qualità e la loro bellezza, oltre che per il significato sociale che trasmettevano. La prima parte di questo articolo si limita ad esaminare il significato e l’importanza dei tessuti per abiti nel Quattrocento e Cinquecento, e ad illustrare alcune delle tecniche usate per la tintura e la tessitura di stoffe, di cui rimangono esempi nei musei e che vediamo rappresentate sia nei ritratti che nei dipinti di soggetto sacro di questo periodo. I ritratti saranno esaminati più dettagliatamente nella seconda parte.
Il ruolo delle donne nello “spettacolo del potere” durante il Quattrocento e il Cinquecento.

Un affascinante studio della ricercatrice e storica dell’arte Paola Tinagli riguardante il ruolo delle donne nello spettacolo del lusso e del potere nel Rinascimento, mostra come loro non apparissero soltanto come figuranti, ma fossero di diritto protagoniste quanto i loro padri e i loro mariti nell’esibizione del potere. Esse infatti programmavano con diletto e con un forte senso del dovere lo spettacolo della bellezza, come dimostra la vasta quantità di documenti riguardanti le loro spese, la loro committenza di palazzi e di opere d’arte.
La Palazzina di Caccia di Stupinigi gioiello d’Europa. Percorso alla riscoperta dei Savoia

Visitata da Capitale Italia
Magnifica realtà architettonica e museale, la Palazzina di Caccia di Stupinigi a Torino, Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco è gestista dalla Fondazione Ordine Mauriziano, ente di stato. Luogo preferito dai Savoia per la caccia e le feste di matrimonio, fu fatta edificare nel Settecento (i lavori iniziarono nel 1729) e costituisce un raro esempio in Europa di grandiosità associata all’eleganza. Raffinata nei suoi interni originali, costituisce un esempio di creatività e maestria tutta italiana. Capolavoro di architettura e d’arte, con dipinti e decorazioni in perfetto stile settecentesco, presenta anche una serie di rarità della miglior scuola ebanistica di casa nostra. Costruita su progetto di Filippo Juvarra grande architetto e scenografo di casa Savoia, presenta uno stile uniforme ed omogeneo secondo i dettami del Rococò.
Gioielli nel Cinquecento.

Un interessante e approfondito articolo di Paola Tinagli sui gusti delle donne nel Cinquecento. Tinagli esperta nella moda rinascimentale ha pubblicato diversi libri sulle donne nel Rinascimento fra cui “Women in Italian Renaissance Art” uscito come gli altri in Gran Bretagna.
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